mercoledì 16 agosto 2017

Bitcoin e blockchain, quale futuro?



Ethereum, Ripple, Dash, Litecoin, Monero

Lo sviluppo delle criptovalute in Italia e nel mondo



Nel corso degli ultimi mesi il valore dei bitcoin — la più nota dalle criptovalute — è quadruplicato passando dai 1000 dollari dell'aprile 2017 all'attuale massimo raggiunto durante la seconda settimana di agosto 2017 in cui 1 bitcoin viene scambiato a più di 4000 dollari.

La costante ascesa di questa criptomoneta è iniziata già dallo scorso anno e la corsa al rialzo è stata segnata da diversi momenti simbolici, tra cui il sorpasso del valore del bitcoin su quello di un'oncia di oro (1.200 dollari), il bene rifugio per eccellenza.
Le criptovalute sono un grosso business mondiale. Questo ci viene confermato anche dal primo Report di riferimento sul tema, prodotto dal team del Cambridge Centre for Alternative Finance (CCAF) dell'Università di Cambridge. Lo studio ha raccolto dati provenienti da quasi 150 società operanti nel settore delle criptovalute in 38 diversi paesi ed ha evidenziato che nel mese di giugno — a seguito di un picco nel prezzo di bitcoin — le criptovalute hanno visto la loro capitalizzazione di mercato combinata raggiungere per la prima volta i $100 miliardi.

La speculazione

Quando si cerca di comprendere le ragioni di questo boom in genere si tende a motivarlo con elementi razionali di geopolitica e di economia internazionale. Tra le spiegazioni più ricorrenti vi sono:
  • la recente decisione del Giappone di riconoscere al bitcoin lo statuto di "metodo legale di pagamento";
  • la ferrea regolamentazione sugli investimenti esteri in Cina, che sembra si riesca ad aggirare sfruttando le criptovalute;
  • la forte instabilità politica e quindi economica del Venezuela;
  • il caos provocato in India dalla cancellazione delle banconote da 500 e 1000 rupie;
  • la tensione diplomatica in corso tra Stati Uniti e Nord Corea.
Tutti questi elementi insieme non sono però in grado di spiegare fino in fondo questo fenomeno che ha portato la crescita del bitcoin da un valore di 700 dollari del novembre 2016 agli attuali $4000 di agosto 2017.


Secondo molti la vera forza motrice di questa crescita impressionante a livello mondiale del bitcoin e delle altre monete alternative (ethereum, ripple, dash, litecoin, monero, etc.) sembra essere un'altra: la speculazione.
Le criptovalute sono infatti un asset che si presta perfettamente alla speculazione: ce ne possono essere solo una quantità finita (21 milioni di pezzi nel caso del bitcoin), non hanno di fatto un valore intrinseco e godono di una aurea di novità e progresso tecnologico di cui il mercato internazionale è sempre stato ghiotto fin dai tempi della new economy.

Il bitcoin nel mondo reale

L'utilizzo del bitcoin come valuta di pagamento nel mondo reale è tutt'ora alquanto marginale e questo avvalora — secondo alcuni — l'ipotesi che l'attuale crescita di questa criptomoneta è slegata dalla sua reale fruizione nel quotidiano da parte dei consumatori.
Si stima che i bitcoin vengano utilizzati ogni giorno per effettuare circa 300 mila acquisti online. Un numero importante ma che rappresenta una minima frazione nell'universo dell'e-commerce mondiale. La crescita dell'utilizzo nel mondo reale del bitcoin si scontra purtroppo con alcuni limiti che affliggono la blockchain, che è la tecnologia alla basa del funzionamento del bitcoin.
Si tratta di problemi ben noti: la blockchain — almeno fino all'introduzione di SegWit2x— è in grado di gestire un massimo 7 transazioni al secondo. Ciò comporta lunghi tempi di attesa per confermare ogni transazione, che può durare anche diverse ore. Per fare un paragone, un circuito come VISA è in grado di gestire 60mila transazioni al secondo e tutti noi siamo oramai abituati a vedere i nostri acquisti confermati entro pochi istanti.

La blockchain e la situazione italiana

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